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Il punto

Il punto, l'elemento più piccolo del linguaggio visivo, nasce dalla traccia che lasci su una superficie quando vi appoggi uno strumento. La sua espressività, ossia la capacità di trasmettere una sensazione, deriva: dallo strumento usato per crearlo (matita, pennello, punteruolo ecc.), dalla forma (pieno, vuoto, sfaldato), dalle dimensioni, dal colore, dal tipo di superficie su cui lo tracci e dalla pressione della mano.
Molte delle immagini che sei abituato a vedere sono realizzati da un insieme di punti: le immagini stampate da una stampante, le foto di un libro quelle della tv e persino questa scritta che stai leggendo e le immagini di questa pagina. Questa tecnica fu sperimentata già nell'Ottocento da pittori chiamati puntinisti (Fig. 1) che realizzarono i loro dipinti pitturando la tela con piccole pennellate di colore. Osservando il dipinto da lontano, i puntini vengono fusi insieme dall'occhio (puoi provare questo effetto allontanandoti dal monitor e guardando la Fig. 2) e ci fanno così vedere un'immagine più nitida (simile alla realtà).
Per ottenere immagini più dettagliate occorre quindi che i puntini siano molto piccoli, tanto che ad occhio nudo non si percepiscano. Puntini più grossi, invece, rendono l'immagine più approssimativa come puoi visionare nella Figura 2.

    Ora è il momento di esercitarci:

    Esercizion° 1

    Esercizio n°2